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By Alessandro Sforza

L'infinito disio facto più ardente

Quanto più da lontan cresce il dolore

Cum tanta forza oymè! mi preme il core

Ch'io son singular mostro a l'altra gente.

Né, per poco sperar, già mai si pente;

Così dal terzo ciel l'infuse Amore

In l'alma mia, che brama a tute l'hore

Quel che speranza sol non gli consente.

Per lacrime piangendo, non si sfoca

Né per chiamar mercede il mio disio,

Né per lamento pien d'amar suspiri,

Anzi stanco e men satio il cor infocha,

Offrendo tal madona al pensier mio

Che scolpita la vegio ovunque io miri.