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Qual Pellegrin, che dal viaggio stanco
Insul meriggio a riposar si pose,
E, sull'erbe adagiando il debil fianco,
In un placido sonno i lumi ascose;
Poi quando si credea libero e franco
Seguir la via, che di calcar propose,
Destossi, e rimirò tremante e bianco
Che avean l'ombre il color tolto alle cose;
Tal io, del Mondo nella via fallace,
All'ombra mi posai d'un viso adorno,
Tra le catene mie dormendo in pace.
Or che ragion mi desta, io cerco il giorno,
E veggio spenta ogni benigna face,
E sol tenebre e notte a me d'intorno.