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Presso è il dì, che cangiato il destin rio
Rivedrò il viso, che fa invidia a i fiori;
Rivedrò que' begli occhi, e in que' splendori
L'Alma mia, che di là mai non partio.
Giunger già parmi, e dirle: “O fida Clori.”
Odo il risponder dolce: “O Tirsi mio.”
Rileggendoci in fronte i nostri amori,
Che bel pianto faremo e Clori ed io!
Ella dirà: “Dov'è quel gruppo adorno
De' miei crin', ch'al partire io ti donai?”
Ed io: “Miralo, o bella, al braccio intorno.”
Diremo, io le mie pene, ella i suoi guai.
Vieni ad udirci, Amor, vieni in quel giorno,
Qualche nuovo sospiro imparerai.