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Erano e mia pensier ristretti al core
dinanzi a quel che nostre colpe vede,
per chieder con disio dolce merzede
d'ogni antico mortal commesso errore,
quando colei che 'n compagnia d'Amore
sola scolpita in mezzo el cor mi siede
apparve agli occhi miei: che, per lor fede,
degna mi parve di celeste onore.
Qui rinsonava allora uno umil pianto,
qui la salute de' beati regni,
qui rilucea mia mattutina stella.
A lei mi volsi, e se 'l Maestro santo
sì leggiadra la fece, or non si sdegni
ch'io rimirassi allor cosa sì bella.