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Quercia, che tanto al Ciel l'altera fronte
Erge e l'annose sue robuste braccia,
Quanto il profondo sen del patrio monte
Colle radici sue stringe ed abbraccia,
Se rabbioso Aquilon fia che l'affronte,
Si oppon con saldo tronco e ardita faccia;
Né cede, o pur sol le men forti e conte
Foglie cede a chi l'urta e la minaccia.
L'Alma così, ch'è di virtù fondata
Sull'erto monte, se mai fia che forza
L'assalga di fortuna aspra ed irata,
Forte si oppone e agli urti si rinforza;
E se cede talora, all'ostinata
Nemica cede la più fral sua scorza.