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By Antonio Tebaldeo

Io pur cerco a le genti che verranno,

poi che sparito il vostro lume fia,

mostrar quanta beltà, donna, in voi sia,

o con la penna mia, o col mio affanno.

Ma invan, ché quando in carte la vedranno

confusa, e che l'incendio che in me cria

lungamente arse questa spoglia mia,

poca e senza valor la estimaranno.

Potrei, volendo voi, de ciò far fede

ocidendomi presto, o dando l'ale

al basso ingegno che al gran peso cede.

Stringavi, se di me poco vi cale,

la gloria istessa, ché morte, o mercede

mi fien per vostro honor diletto eguale.