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Lucretia, io non son morto, io vivo anchora,
credo, mirando il pallido mio volto,
che assembra di color un huom sepolto,
se ingannasse la fama che uscì fuora.
Ma non farò già qui lunga dimora:
in sì stran labirinto Amor m'ha involto.
Presto sentirai dir: “Morte l'ha tolto!”
Né falso il grido fia come è stato hora.
Né vorò che tu piangi o che t'affanni,
ma che ringratii il ciel gridando forte:
“Uscito è pur quel misero de affanni!”
Né creder già che a sé mi chiami Morte,
mossa a pietà de' mei ma de' soi danni:
rotte le ho quasi homai tutte le porte.