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By Girolamo Malipiero

I' vo piangendo i miei passati tempi,

i quai posi in amar cosa mortale

senza levarmi a volo, avend'io l'ale,

per dar forse di me non bassi essempi.

Tu, che vidi i miei mali degni ed empi,

Re del cielo invisibile immortale,

soccorri a l'alma desviata e frale,

e 'l suo diffetto de tua grazia adempi,

sì che s'io vissi in guerra ed in tempesta,

mora in pace e in porto, e se la stanza

fu vana, almen sia la partita onesta.

A quel poco di viver che m'avanza,

ed al morir degni esser tua mano presta:

tu sai ben che in altrui non ho speranza.