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By Antonio Tebaldeo

Io era con gli occhi desïosi volto

al dolce lume, onde mia vita langue,

quando da man sinistra un crudel angue

apresso mi trovai ne l'herba involto.

Sùbito pallidezza oppresse il volto

e intorno al freddo cor s'acolse il sangue;

ma la mia donna che me vide exangue

gli ebbe il voler nocivo a un sguardo tolto.

Che più temer debbo io? Homai me fido

con lei star tra leoni e tigri infesti

e ne l'harene d'Affrica far nido.

Ma, lasso, ben potran guardarmi questi

lumi da ogni gran mal, ma io me diffido

trovar chi aiuto contra lor mi presti.