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By Angelo Galli

Lo ingegno tuo altissimo et soctile,

ch'alor se inalza quando più vil tiensi,

meglio assai cantaria i tuoi immensi

disiri, la dolce esca e il car fucile,

che 'l mio, mancato dal tempo senile;

però te prego che su gli ripensi,

e i fior del suo bel viso rari et densi

raconta et fa vergogna a quei d'aprile.

Pentuto son assai che mai me offersi,

ché d'una grande impresa me diè vanto;

fecelo non sapendo el gran valore

di versi tuoi, sì puliti et tersi.

Ma pur sirò scusato tanto quanto

devuto è d'ubidire un suo signore.