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By Auteur inconnu

Spenta era in Cielo ogni benigna stella,

Allor che gli occhi al primo pianto apersi,

Più che alla luce, che altra mai non scersi

Che apportatrice di crudel procella.

Innumerabil' cure la novella

Vital tela m'ordiro, e i fati avversi;

E miei compagni indivisibil' fersi

Crudo destino e sorte empia e rubella.

Alte sventure, memorandi affanni,

Schiera di pene orribile infinita

E ciò che ha di più fier, tutto a' miei danni

Armò fortuna; e, perché a darmi aita

Lenta pur sia, tarpò alla morte i vanni

E per maggior mio duol mi serba in vita.