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Sacro Signor, cui l'immortal Fattore
Di tanti illustri pregi e sì feconde
Virtudi ornò, che invan ricuopre e asconde
Vostra umiltade il chiaro almo splendore,
Se omai tanto per voi si accrebbe onore
Alle patrie dell'Arbia amene sponde,
E v'ebbe in sorte il Regal Tago, e l'onde
Al mar recò più liete e più sonore,
Oh quale un dì vedremvi al Tebro in riva
Vestir di Piero il venerabil Manto,
Se giusto il Cielo ascolta il pregar nostro!
Tal fa in noi speme vostra vera e viva
Virtude, e Fama va spargendo intanto,
Ché de' vostri gran' pregi il meno è l'Ostro.