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By Giambattista Vico

Poiché l'umil, devota, accesa voglia

di bel nuovo mi mena, a ciò ch'i' dica

maggior cosa di voi, real signore,

prego la mente, dell'oblio nemica,

perch'i' al fin giunga ove 'l desio me 'nvoglia,

che raddoppi al bisogno il mio valore.

Se lo stil, che già mosse a farvi onore,

tanta da voi di chiari pregi illustri

tien copia, che mancar non mai potrebbe.

E chi tacer saprebbe,

rimembrando per cento e mille lustri

sudar tra l'arme imperadori e regi

per voi ripor tra le corone e gli ostri

su quella somma altezza in cui sedete,

e l'alta stirpe oltrapassar le mete

degli onor tutti imperiali e regi:

tanto che spiacque agli stess'avi vostri,

non essendo di lor chi mai pensasse

ch'altro loco di gloria a voi restasse?

O grand'alme sì amiche al cielo e care,

ch'or tenete tra bei splendori eterni

le sue parti più alte e più serene,

se giungon mai su' nidi almi superni

del gran nipote l'opre degne e rare

a recar nòve gioie al vostro bene,

or d'allegrarvi in Dio più vi convene,

poiché sol fu quell'alta gloria vostra

una bell'alba del mio chiaro sole.

Ché 'n sì gravi parole

non pò mai risonar la lingua nostra,

che dica in quanta maestate altèra

fu da l'invitta sua virtute alzato

sovr'ogni suo più eccelso onor antico;

ch'intenta or pende dal suo cenno amico

di prencipi sovrani un'alta schiera,

che sol confida in suo valor provato,

sicura che da' regni unqua non cada,

poi ch'appoggiò gli scettri a la sua spada.

E quel re formidabile, che regna

entro l'Alpi, Garona e l'onde salse,

che 'l giogo omai credeasi al mondo imporre,

incontra 'l suo poder cotanto valse

il nome sol ch'oggi a laudar m'insegna,

ch'or a piè de la pace umil ricorre.

O nome glorioso! E chi rincorre

tutti tuoi pregi alti, ammirandi in guisa

ch'ognor ne parla, e sempre 'l più ne tace,

quella Donna loquace

ch'a mezzo 'l cielo in alta ròcca assisa

de' rumor di qua giù si nutre e cresce,

voce formando, che, se via più gridi,

divien men roca e 'n chiaro suon più sale.

Indi accoglie ogni nome alto, immortale,

a cui vaghezza e meraviglia mesce,

e per tutti i remoti estrani lidi,

risuonando tra noi, chiaro il riporta

fin da l'una del sole a l'altra porta.

Alto desio, tu sì me 'nfiammi 'l petto,

ch'i' ben m'avveggio omai che là mi meni

ov'è forza atterrarsi il pensier mio:

onde, di riverenza e timor pieni,

treman lo stil, la mano e lo 'ntelletto,

ch'i', te seguendo, tanto in su gl'invio:

e potrebbe sdegnar 'l Ciel, perch'io

col tenebroso debil guardo interno

voglia spiar le più riposte cose

di Colui che dispose

de le basse cagion l'ordin eterno,

e formata di ben saldi diamanti

stende di lor lunghissima catena,

con la qual cinge e tiene avvinto il mondo.

E, mosso in sua ragion cupo e profondo,

inverso noi da mille etati innanti,

per orror così densi il passo mena,

che chi pon cura di non girli incontra,

quando crede fuggirlo, allor lo 'ncontra.

Ma, se a la vostra altissima fortuna,

felicissimo Sire, i' mi rivolgo,

sembra ch'al Fato il valor vostro imperi:

onde sì forte dubio i' tra me volgo

(tante grazie sul brando il Ciel v'aduna!),

se sien maggior in voi l'opre o i pensieri;

ch'ogni grand'alma di desir più altèri

non può giamai desiderar cotanto,

quant'otteneste voi da' cieli amici.

Faccian pur i nemici

schermo che 'n sicurezza abbia ogni vanto

di montagn'aspre e d'alti spaziosi

rapidi fiumi, o pur d'orrido cielo,

ch'ad un sol cenno vostro obbedienti

vedransi e la natura e gli elementi,

agevolarsi i monti faticosi,

seccarsi l'onde e dileguarsi il gielo;

tal che non fia per voi tempo distinto

tra 'l venir, il veder e l'aver vinto.

E svegli pur risse, tumulti e guerre

tra regnanti cristian l'Invidia amara,

che sempre mai colla Fortuna giostra

per far (e questa sola è la più avara

voglia di lei) che tra confin si serre

d'Europa almen l'alta fortuna vostra.

Ché, come allor che da l'eterea chiostra

quando 'l gran Giove via più d'ira avvampi,

tuona qua giuso, il suo folgor ardente

suole recar sovente

belle speranze agli assetati campi,

e a le torri superbe alti timori;

e' così recherà la vostra spada

un'alma pace al buon popol di Cristo,

e che pel santo glorioso acquisto

porterà a l'Asia guerra, ira e furori,

u' con navi e cavalli omai sen vada

già parmi, e d'ascoltar la lieta voce

che sovra la gran tomba alzi la croce.

Rallegratevi, dunque, or con voi stessi,

tu famoso de l'armi alto mestiero,

che per suo senno è tua ragion compita,

e tu, bella virtute, ch'a sì altèro

campione hai gli onor tuoi tutti commessi,

né 'n questa età più vai sola e smarrita;

e colmo ancor di gioia alma infinita

vadasi il mondo, che la gloria immensa

del suo gran nome riverente onora;

e volga lieto ancora

lo Ciel ch'i suoi favor largo dispensa

a chi mai sempre al ben gli pone in uso;

e sovra tutti omai convien che goda

lo stil che 'l valor suo mi pose in mano,

ed oh bel pregio mio sommo e sovrano!

s'alzato e' siasi mai cotanto in suso

che pur si fosse di sua eterna loda

sol indrizzato, non che giunto al segno,

che non fôra del mio stile più degno.

Canzon, andrai con l'altre a veder quella,

che pensier non imita, alma persona,

che 'ngombro ha di sua gloria il mondo intero;

e, giunta al suo cospetto, umìle, altèro,

dirai devota in atto ed in favella:

— Se ciascun detto nostro una corona

fosse immortal, pur a l'onor devuto,

a voi, signor, saria picciol tributo.