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By Niccolò da Correggio

Quando uno effecto da alcun mal procede

che talor causi un bene,

quel mal laudar conviene

e cum vera ragion dir che ben sia.

Da l'amorose mie sì acerbe pene

(che forsi alcun no 'l crede)

spesso un suspir procede

sì dolce che ogni affanno alor va via,

e la inimica mia,

che già mi fu sì acerba,

ira e sdegno in me snerba

sol cum un dolce suo suave sguardo.

Cusì godo ov'io ardo,

e puoi che dolce è facta, di superba,

di la sua guerra ancor mi nasce pace,

e sol mi è di piacer ciò che a lei piace.

Ciò che uno amante disperato giura

quando speranza mòre,

se gli la aviva amore,

la doglia e il mal pensier tosto si parte;

ma ancor più è questo, che a quel gran dolore

letizia oltra misura

segue, ché la natura,

che far no 'l sapria lei, vincta è da l'arte

de chi doctrina in carte

a' suoi mai non insegna,

ma a un cenno impera e regna

e spesso poco toglie e molto dona,

e a chi erra ancor perdona,

né molto contro a l'offensor si sdegna,

pur che obstinata voglia el fal non segua,

ché a questa non fa mai pace o pur tregua.

Uno acuto coltello uno omo occide

e alcuna volta il sana,

e a udir par cosa strana,

pure in putrida piaga ognor si prova;

se 'l stral d'Amore occide e anco risana,

dal morto non divide

l'anima che confide

in lui, tanto aver fede in sé gli giova,

anzi pur lo rinova

quanto era l'alma trista,

e più lo alieta in vista

quando in sul men sperar segue l'aïta.

O glorïosa vita,

che per fidel servire onore acquista!

O dopo gran fortuna dolce porto,

che renda sano un che si stimi morto!

O quanto è dolce uno acceptar di scusa

facta senza mentire,

quando rimove l'ire

contro chi a torto dar biasmo si sente!

Quanto più grave fu in quello el martire,

tanta più grazia infusa

è al cor, ché in tutto exclusa

è ogni colpa da error subitamente;

e quel che Amor consente

nel rimover quel sdegno,

acquista nel suo regno

grado magiore e sicurtà più certa,

ché un gran dolor si merta

oltra el pagar del fallo, ed è ben degno,

ma molto più se premia un grande affecto

se patito ha alcun mal senza diffecto.

Sempre dopo la pioggia el cel sereno

cum gran disio se aspecta,

e quel piover anetta

el cel sì che de nubi el si dispoglia;

non sempre el minacciar vien da vendetta,

ma per tenire a freno

e di paüra pieno

chi avria tal volta di transcorrer voglia.

La matre spesso ha doglia

più che non ha el suo figlio,

quando el batte, e col ciglio

turbata si dimostra, e in ver lui fiera.

Donna che sembri altiera

in vista, è per levarsi da periglio

di qualche infamia, e non è però cruda;

ma chi può iudicar quel che un cor chiuda?

Quel dolce che vien drieto a qualche amaro,

anzi che da quel nasce,

più dolcemente pasce

che quel che segue al zucherato gusto.

Como a l'infante che si alacta in fasce,

che ignora, e il cibo ha caro

d'amor, cusì anch'io imparo,

como quel, da natura, e instincto è iusto.

Se un bel sguardo venusto

dopo un torvo occhio e crudo,

che mi fu a morte scudo,

mi piacque, de alcun sdegno anco inexperto,

provato, io el scio più certo,

e drieto al mal, più dolce el ben concludo,

ché se bene a ogni modo a bon fin scorge,

più grato el sente pur chi se ne accorge.

Senza mezo passar da extremo a extremo

dubioso è a chi l'intende;

el sol, se troppo splende,

a l'occhio stato in tenebre fa danno.

A quel che 'l capital iudizio attende

o un che sia a forza al remo,

o in qualche mal supremo,

sùbita grazia spesso fa gran danno;

l'è ver che è dolce inganno,

quando se aspecta el male,

el bene, e assai più vale

quanto men di speranza era in lui posta;

e se gran prezio costa

un favor mendicato, è questo un tale

che non pur morte è dubio che m'apporti,

ma basta quello a suscitare i morti.

Canzon, dove io ti manda

io scio ben che tu el sciai,

perché io vego che vai

lieta, e godi el presente, e meglio credi.

Se mia madonna vedi,

di ch'io t'ho decto quel che tu dirai:

che meglio in gran dolor si serba modo

che in la felicità; dì pur ch'io godo.