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Filli, ti sacrai l'alma, e non fu mai
Di quel, che a te mi strinse, Amor più bello:
Ma né pur del tuo core un più rubello
Sotto più belle forme unqua mirai;
Ché, mentre per fallaci infidi rai
Mi tralucea sì vago, io corsi a quello,
Ma, come a chiaro specchio incauto Augello,
Trafitto in aria al bel lume restai.
E caddi semivivo, e prigioniero
Mi ritenesti in gabbia d'oro, e invano
Salute e libertade indi più spero.
Pur non men dolsi, ma ben fu inumano
Strazio, quando il mio cibo lusinghiero
Porger io vidi altrui dalla tua mano.