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By Auteur inconnu

Donna, dal Tebro, ov'io da te lontano

Men vivo e dal tenor d'un rio destino,

Talor vòlgo il pensiero, e da vicino

Veggio le patrie mura e 'l dolce piano,

E rimembrando io vo di mano in mano

I miei gran' torti, in atto umile e chino,

Piangendo in sulla sera e al bel mattino

L'antico duol, che 'l mio sperar fé vano.

Così con gli occhi ognor di pianto molli,

Disteso all'ombra di cipressi e d'orni,

Canto gli Amori miei traditi e folli,

Né fia più che al bell'Arno e a te ritorni,

Donna infedel, ché sovra i sette Colli

Spero più lieti e più sereni i giorni.