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By Antonio Tebaldeo

Non per spesso voltar in su le piume,

non per chieder soccorso o lamentarve,

crederò che abbia forza di turbarve

la febre ignota a ogni celeste nume.

Diva, l'andar, la voce e il bel costume

vi mostra; invan cercate di celarve:

ché prender non pò un dio sì finte larve

che non risplenda fuor quel sacro lume.

Per non aver a dar la vita altrui,

che mi vedete al mio ultimo giorno,

fingete esser mortal sì come nui.

Felice chi è a curar corpo sì adorno:

ché, oltra che tocca, ha ancor premio da vui

e, o vaglia o no, non pò ricever scorno.