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Opaco bosco, solitario e scuro,
Ove spesso rifuggo a trovar pace,
Ove ad Amor m'involo ed al fallace
Volgo, e men vivo in te lieto e sicuro;
Delle mie membra qui l'incarco duro
Ha posa, e degli affanni la tenace
Soma; e men ergo di quel ben, che piace,
A vagheggiare il chiaro lume e puro,
Che 'n fiori, erbe, acque ed animai riluce,
Nel Sol, nell'aere, nelle stelle e 'l Cielo,
E, più ch'altrove, nel femmineo volto.
Ma perch'appien quindi mirarlo è tolto,
Bramo si squarci il mio doglioso velo,
E allor vedrollo entro sua pura luce.