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Dal grave sonno, in cui, già son tanti anni,
Ten vivi immersa, omai ti sveglia, e mira,
Alma insensata, ove ti guida e tira
Un van desio fra lusinghieri inganni.
E 'l folle amor, che in mezzo a tanti affanni
Per ria beltà ti strugge e ti martira,
Spogliane altera, ed a te stessa in ira
Piangi pentita i tuoi sì gravi danni.
Talché qualor la morte in rea sembianza
Chieggia suo dritto, onde scampare è vano,
E fa orror non sapersi il quando e 'l come,
Veggendo affetti e voglie estinti e dome,
Adopri teco il gran Motor sovrano
L'alta pietà, ch'ogni gran fallo avanza.