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S'io deggia amarti, o vezzosetta Clori,
Chiedilo al fonte, ove, a specchiarti avvezza,
Provi qual piaccia a te la tua bellezza,
Quando il crin nero e 'l vel purpureo infiori.
S'io t'amo, il sanno i cedri e i casti allori,
Cui segnar del tuo nome ebbi in vaghezza;
La selva il sa, che s'empie di dolcezza,
Se avvien ch'io di te canti o mesto io plori.
E s'io non t'amerò, sdegnato il Cielo
Tempesti in sul mio gregge, e i prati e i boschi
Tutti m'ingombri di perpetuo gelo.
Ah, ch'io t'amo, t 'adoro: e a questi foschi
Pallori mie, a questi, che non celo,
Caldi sospir', cred'io che tel conoschi.