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La carne stanca, il mesto viso e smorto,
Il grave spirto e i men vivaci rai
Dicono pur ch'io son vicino omai
Delle umane tempeste a prender porto.
Del riposo vicin sento conforto;
Ché, se pur poco mare ancor solcai,
Nel mio breve girar molto penai,
Benché mai non fu breve un cammin torto.
Qual chi alfin vede il lido, un dolce amore
Sente di pace, e con più sano ingegno
Alla cara quiete adagia il core;
Tal io, che stanco e combattuto vegno,
Stringo le vele al giovenile errore:
Già veggio terra e già disarmo il legno.