32 (91)
Vaga Rosa, orgogliosetta
Superbetta
S'apre, e ride in sull'Aurora,
Ed il Sole, allorché nasce,
Di sue fasce
Col bell'ostro la colora.
Tocca poi da i pargoletti
Tepidetti
Rai del Sol, tanto s'abbella
Che tra i fiori ella ben pare
Quale appare
Tra le Stelle Idalia bella.
Ogni fiore umil l'inchina
Qual Reina,
Strali Amor fa di sue spine.
Ogni Ninfa, ogni Pastore
Le fa onore,
E di lei s'adorna il crine.
Ma quel Sol, che la dipinse,
E la cinse
Di quel bel che sì diletta,
Al meriggio allor che sale,
Fier l'assale,
E co' raggi la saetta.
Cade allora impallidita
Scolorita
Tra l'orror di siepe ombrosa.
Cade — ahimè — la meschinella,
Né più quella
Par sì vaga e sì orgogliosa.
Ahi, Mortali, il gentil fiore
Pien d'onore,
C'ha il mattin tanta bellezza,
È la vita, cui sì grata
Desiata
Rende il Sol di giovanezza,
Ma guardiam che questo Sole
Spesso suole
Esser falso, e pien d'inganno,
Ed apportan traditori
Suoi favori
Util breve, eterno danno.