32 Addio gentil paese di Toscana
Addio gentil paese di Toscana,
A rivederci poi quando che sia;
Pur mal da te il mio core s'allontana
Colla persona, o vecchia Pisa mia!
Fu qui dove dapprima il picciol core
Si fe' un tratto gigante in mezzo al petto;
Qui dove pria si risentì d'amore
D'una fanciulla tua pel vago aspetto.
Quella sera mi sembra di vederla,
Quel tramonto ho negli occhi ancor dipinto:
Il ciel parea diffusa madreperla,
Così d'un molle color vario tinto.
Ma lasciamo il passato il quale è morto.
O vecchio cimitero, o battistero,
O gentil duomo, o campanile storto,
Adesso io vado e me ne duol davvero.
M'accomiato da voi, leggiadri lochi,
E del ben ch'ebbi qui grazie vi rendo;
Vedo quanti piaceri e quanto pochi
Affanni ho qui provati e mi sorprendo.
Vengo l'ultima volta a dirvi addio,
O fantastica selva, o illustre mare,
Questi solea ne' flutti il corpo mio,
Quella nell'ombre il mio spirto cullare.
Io saluto le Piaggie e rendo a loro
Grazie del ben che ho là scoperto in pria,
Colà ho scoperto il mio gentil tesoro
Colà ho scoperta la fanciulla mia.
Io saluto la Piazza e quelle piante
Che hanno l'ombra sì fida e sì raccolta,
Dov'ella m'ascoltò tutta tremante
Ragionarle d'amor la prima volta.
Tutti saluto e a tutti io sono grato
Quegli altri lochi dove l'incontrai,
Dove talor con lei mi son trovato,
Dove la man le strinsi e le parlai.
Io saluto le stelle e l'aura e i fiori,
Che i sensi miei scavi hanno diviso,
Io li ringrazio che a' miei dolci amori,
E a' sogni miei leggiadri hanno sorriso.
Ma prima lei saluto e la ringrazio
Del ben che mi volea, de le divine
Gioje ch'ella mi diede, e dello strazio
E d'avermi piantato alla fin fine;
Chè fu in grazia di questa piantagione,
Se un poco a studiare indi son giunto,
Se ho passato l'esame a scapaccione,
Se il grado di dottore ho alfin raggiunto.