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By Bernardo Tasso

O casti fanciulletti,

e voi, intatte e pure verginelle,

andate in schiere belle

a guisa d' Amoretti

che vanno ardendo i cor, piagando i petti,

e com' api ingegnose

ai lieti campi con leggiadri errori

predate i vaghi fiori,

e da le siepi ombrose

le purpuree cogliendo e bianche rose,

un ricco altare ornate

con ogni cura a quel Motor superno

che diè le nievi al verno,

dolci frutti a la state,

che le stagioni feo calde e gelate;

e con le chiome bionde,

al cui vago color cede il fin oro,

cinte del bel tesoro

di queste erbose sponde

che vagheggiano ognor di Sena l' onde,

con angelico canto,

fatt' a l' altar di voi corona lieta,

al sovrano pianeta

volti gli occhi, di pianto

d' allegrezza bagnati, il nome santo

lodate del Signore,

che 'l mondo e 'l Ciel così governa e regge

come le care gregge

governa a tutte l' ore

e 'l suo paterno ovil saggio pastore,

poi ch' adorno di gloria

ritorna il grande e fortunato Errico,

al predace nemico

ritolta ogni vittoria

che degno il fea d' una perpetua istoria.

Or potran lieti andare

i fiumi che nel sen porta la Sona,

la Sena e la Garona,

coi lor tesori al mare,

e con l' onde ad ognor lucenti e chiare;

or sicuri gli armenti

giràn co' suoi pastori a la pastura,

e sotto un' ombra oscura,

al sussurar de' venti,

la pastorella con soavi accenti

a l' oriente Sole,

che de' suoi raggi d' or cinto et adorno

portarà 'n grembo il giorno,

dirà queste parole:

– Ecco che il ciel di rose e di viole

ti spargo, o vago Dio,

poi che col tuo splendor lucente e bello

vedrò quel pastorello

che porta il mio desio

negli occhi chiari ognora, anzi 'l cor mio,

venir lieto e sicuro,

senza temenza che barbara spada

gli precida la stada

né cor villano e duro,

a starsi meco a questo fonte puro,

mercé de la virtute

del magnanimo Re, cui stella pia

prego e lieta che dia

vita, gloria e salute

infin che fian tutte le lingue mute.–