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By Emilio Praga
Che vide allor l'ascoso occhio dell'Infinito?
Piansero i cherubini, su in ciel, mostrando a dito
quella barca perduta sul lontano emisfero,
picciola tanto eppure contenente un mistero
più di una culla dolce, più buio di un avello?...
Solo forse nell'aria qualche migrante augello
tentò un trillo di gioia, quando quelle due teste,
in così immensa calma gravide di tempeste,
mirò l'una ver l'altra chinarsi, e l'occhio ardente
cercar l'occhio di affanno e di languor fulgente;
e già stese le braccia, ed avida una bocca
del contatto supremo da cui l'amor trabocca,
pender da un'altra attratta dallo stesso desio!...
Miserere!... al poeta non concesso è l'oblio...
Come offusca lo specchio di un bambolo il respiro,
come sfoglia la rosa un placido zeffìro,
così l'ora, il minuto, l'attimo sciagurato
può nel cor che pel Bello e per il Giusto è nato
avvelenar la santa semenza del futuro!...
Quanti corron baleni dalla luce allo scuro?
Povero Steno!... è dessa, la blanda incantatrice,
quella che segui estatico da un anno, ed è infelice
come lo fosti, e è tua!... Vedi se la Sventura,
questa provvida Erinne che per il ciel ci appura,
non affratella; vedi se non è premio il fine
di chi lieto sul cranio si conficcò le spine;
vedi, sol due parole, sol due lagrime, e tutto
che di smanie ti pesa sull'anima e di lutto
si svelò nel fatidico animo femminile!...
È ben dessa, la donna sopra tutte gentile,
è ben dessa, o poeta... Ma quel vecchio ti disse
come occulta ai convegni di uno stranier venisse;
è la contessa Alvaro, ma sotto al suo balcone,
hai sentito alitare la tenera canzone;
è l'idol tuo, ma ruggono ancor nel tuo cervello
le sonore risate del povero Lionello!...