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Filiscissima, bella, onesta e grata,
Giuletta pellegrina, alta e vezzosa,
angelica, gentile e grazïosa,
candida, rossa, in paradiso nata,
tu siedi in terza spera incoronata,
dove Amor vive e trïonfando posa;
tu se' quella luscente e radïosa
stella, che' navicanti sempre guata.
Né puossi al tuo bel viso nulla apporre,
tu mar d'ogni bellezza e di costumi,
sì che in cielo e terra fama corre.
Però volgi a piatà que' santi lumi,
che dalla vita mia possimi tôrre,
prima che morte in tutto mi consumi.
Mar, poggi, piani e fiumi
di sospiri empio, amando 'l tuo bel viso,
pel qual di vita quasi i' son conquiso.