324
Mincio infelice, che i già freschi e chiari
Umori or fatti tiepidi e vermigli
Miri del sangue degli estinti figli,
E di lor piangi i duri casi amari;
Se Nume impera all'onde tue che i rari
Legga del Cielo oscuri a noi consigli,
Qual pace o qual ruina o quai perigli
Dimmi all'afflitta Italia il Ciel prepari.
Del mio Sebeto omai pende la sorte
Dal tuo destino: e pende ogn'altro fato
Di ciò che l'Alpe e 'l Mar circonda e serra.
E pende il fine ancor della mia guerra,
Che in questo duro esilio disperato
Amor mi fa, per cui m'è dolce morte.