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By Giovanni Guidiccioni

O voi che sotto l'amorose insegne

combattendo vincete i pensier bassi,

mirate questa mia, nanzi a cui fassi

Natura intenta a l'opre eccelse e degne;

mirate com'Amor inspiri e regne

in sembianza del Re che 'n cielo stassi

come ricrei con un sol guardo i lassi

e 'l camin destro di salute insegne.

Sì direte poi meco, aprendo l'ali

verso le stelle: — O felice ora in cui

nascemmo per veder cosa sì bella!

Ma perché non ars'io, perché non fui

pria neve a sì bel sol, segno a li strali?

Beato è chi la mira o le favella.