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By Girolamo Parabosco

S'io vi domando aita

del mio martir, de l'alta pena mia,

voi dite non saper qual ei si sia.

E s'io narrar lo voglio,

ve ne sdegnate in guisa

che se le labbra non chiudessi allora,

spinta dal vostro orgoglio,

tosto dal corpo usciria l'alma fuora.

Com'avrò la mercè del mio servire,

o sanarò la piaga del mio core,

se voi in tutto da pietà divisa

dite che non sapete il mio dolore?

E s'io 'l vi vorrò dire

mi converrà morire?