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By Malatesta Malatesti

Domine, exaudi orationem meam,

per quella eterna generatïone

che fai del Verbo, e la processïone

che da te e da lui fa el Spirto Sancto.

Abscide a servo voluntatem ream,

che mi sperona tanto,

che vecchio in doglia e pianto

ridotto sono, in gran confusïone.

Abbi pietà di mia vil conditione:

tu mi formasti del limo di terra,

subtratto per Adam da gli alti honori.

Trammi di tanta guerra;

misericordia chiedo de' mie' errori,

o re dei re e signor dei signori!

Domine, exaudi orationem meam,

per quella carità che 'l tuo figliuolo

mandar te mosse dallo excelso polo

nel ventre de la vergin glorïosa.

Abscide a servo voluntatem ream,

ché vita vitïosa,

obscura e tenebrosa

ho sequita con fraude, inganni e dolo.

Non mi sforzai giamai levarmi a volo,

anzi coi piei piombati al centro ruo.

Sana, Signor, la mia crudel ferita:

tu sai ch'io so' pur tuo.

Fontana di pietade, ora m'aita:

principio, fine, duce, archimandrita.

Domine, exaudi orationem meam,

per l'abitar palese che 'l tuo nato

fece con noi, cotanto humilïato,

ch'essendo Dio, prese forma di servo.

Abscide a servo voluntatem ream,

che con duro e acervo

animo, e sì protervo,

seguita ho sempre, avolto nel peccato.

Nel ceno voluptuoso e imbrattato

sol la tuo gratia può qui sublevarmi,

che soccorse al ladrone e a Maria.

Inclìnati a salvarmi:

molto è più tua bontà che mia follia,

termine, vita, veritate e via!

Domine, exaudi orationem meam,

per quella morte che, confitto al legno

le mano e' piedi, a noi promesse regno,

el lato aperto manante acqua e sangue.

Abscide a servo voluntatem ream:

venenosa com'angue

la rasion trista langue

senza consiglio, aiuto over sostegno.

Di giorno in giorno, a passo a passo, vegno

deteriorando mia vita e costume.

L'alma, mal consüeta al ben, s'arretra,

se tu non mi dai lume

a trarmi de la nube obscura e tetra,

splendor, ymago excelsa, angular petra.

Domine, exaudi orationem meam,

per lo resurger che fe' de la fossa

el terzo giorno per sua propria possa,

apparendo ai discenti e a Magdalena.

Abscide a servo voluntalem ream,

che per forza mi mena

in tormenti e in pena

a la vita bestial dal ben rimossa.

Tutt'i miei membri, nervi, polpe e ossa

per lo frequente errar corre a ruina:

provedi, Salvator, 'nanzi la morte,

a quest'alma meschina,

falla salir per gratia a la tua corte,

o sommo bene, padre eterno e forte.

Domine, exaudi orationem meam,

per l'ascender che fece in cielo impero

al destro lato tuo, Dio vivo e vero,

e discipul' cernenti e admirando.

Abscide a servo voluntatem ream,

che né come né quando,

per lo mondo vagando,

abbia trovato mai il dextro sentiero.

Ogni mia cura e ogni mio pensiero

ho sempre posto in diletti carnali;

fasto e ambitïon mi grava il fronte.

A questi tanti mali

provede col liquor de la tua fonte,

alpha e O, pastor, sèmita e monte.

Domine, exaudi orationem meam,

per lo spirito sancto che mandasti

insieme con Yhesù, quando illustrasti

el cor di tuoi discipuli e fedeli.

Abscide a servo voluntatem ream,

ché questi mortal' veli

a la mente non celi

el lume tuo ch'al mondo annuntïasti,

che l'universo tutto illuminasti:

parlavano e doctor' di varie lingue,

predicando alli Hebrei e a le gente.

O mia speranza, extingue

con l'acqua sancta le mie piaghe ardente,

propheta, porta, sole, omnipotente.

Domine, exaudi orationem meam,

per la sententia horrenda che fia, quando

el tuo figliuolo verrà iudicando

el seme humano in la sua maiestade.

Abscide a servo voluntalem ream,

ché gli occhi d'umor made

del timor che me invade

le mie dire peccata examinando.

Quando la tromba chiamarà, sonando:

— Surgete, morti, venite al giudicio! —,

omè, Signor possente e reverendo,

guardami dal suplicio!

Padre, Figliuolo e Spirto: un Dio stupendo,

terribile, admirabile e tremendo.

Dinanzi al tribunal del Sommo Sire,

canzon facta con lacrime e dolore,

ingégnati salire:

pulsa, cerca, domanda al Creatore

gratia, merzé e pietà del tuo fattore.