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By Rosello Roselli

Rosel mio caro, o cherica appostolica,

il pivo tuo tornò l'altrier da Napoli,

sicch'abbi i tuo pensier isciolt' e scapoli

dalla fornicazion ver lui diabolica,

ché ciò non pate l'onestà cattolica.

Meschino, deh, non avere più i capoli;

saratti onor se non vi ti raccapoli,

ché questo vizio sotterra ti corica!

Lascia i capretti e piglia delle lepri

se non vuoi fare un dì fumo e baldoria

d'odorifera stipa di ginepri.

O doloroso, quest'è l'altra storia,

che mai da' munister non ti disepri,

ma con monache stai in berta e 'n galloria.

Intero vai per boria,

sendo in Firenze sol d'Ugenio cherico,

e per savio parer turbo e collerico.