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By Celio Magno

Di tai pregi, e non d'altro, il crin m'adorno

sovra i duo cigni a cui prepor mi tenti:

ch'essi tra fere e boschi e roze genti

temprar la lira e indegno ebber soggiorno;

io con la mia far cerco al tempo scorno

in cittade real, tra nobil menti.

e se tu solo a mie lodi consenti,

più che 'l Trace e 'l Teban chiaro ne torno.

L'un fondò mura a stuol famoso in armi:

io tempio innalzo a spirti in toga, illustri

per opre ond'uomo un dio terren diventa;

l'altro Euridice perde: io se prestarmi

la cetra vuoi con che Parnaso illustri,

da Lete al ciel trarrò la mia fama spenta.