33 (218)

By Auteur inconnu

O tu, che in guise sì leggiadre e scorte

Rapisti a me la mia Nemica e Bella,

E per favor di graziosa stella

Hai vita e pace, ond'ho sol guerra e morte;

Odi pur tu, cui fece amica sorte

Di tanta signoria l'anima ancella.

Odimi, per le dolci alme quadrella,

Per quelle del tuo cor dolci ritorte.

Tu mi rapisti il più gentil tesoro

Del gran regno d'Amor, la più famosa

Beltà, che ammiri il Sol dal Carro d'oro:

E pure, odiarte il mio pensier non osa;

Ma come caro alla crudel, t'onoro,

Alla crudel mia Deità sdegnosa.