33 Quando così passò di questa vita
Quando così passò di questa vita
La passioncella vispa del mio core,
D'una vesta di candido colore
Con le mie man la salma n'ho vestita,
E ne composi in una breve urnetta
Con le mie man la salma piccioletta.
Poscia con me l'urnetta lieve ho tolta,
E venni, il dì seguente sul mattino,
Ad un colle che ha forma di giardino,
E quivi in parte aprica e insiem raccolta
Feci la fossa e l'urna vi nascosi,
E verdi zolle sopra, e fior' vi posi.
E dissi questa prece alla Natura:
"O tu, che sai dalle cessate cose
Trarre altre forme vive e portentose,
A questa urnetta mia poni tu cura,
Non trasmutar la passioncella mia
Se non che in forme d'altra leggiadria"
Così mi tolsi di quel dolce sito
E per qualc'anno più non vi pensai;
Ma quando appresso, un giorno ci tornai,
Tutto vidi che quivi era fiorito,
Fior' d'ogni vago aspetto intorno e in mezzo,
D'ogni tinta leggiadra e grato olezzo.
Meravigliando del gentile effetto
Che seppe trar Natura dagli avanzi
Di quella passïon fredda pur dianzi,
Resi a lei grazie dal profondo petto,
E vedendo che i fiori eran sì belli,
Tosto mi volsi a cogliere di quelli.
Onde un mazzo elegante ne composi
Quinci e quindi scegliendo con gran cura;
E i fior che mi pareano aver natura