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By Antonio Tebaldeo

Quando de l'ampio mar che Amor governa

quete vedrò l'onde gonfiate e prave?

Quando sparir la folta nebbia grave,

cagion che il camin dritto io non discerna?

Quando fuor de la sicula caverna

uscirà una aura placida e soave?

Quando per segno de mia errante nave

in porto arder vedrò l'alta lucerna?

Lasso non serà mai, ché de hora in hora

sento crescere a' vènti e al mar l'orgoglio.

Fortuna siede in poppa e Morte in prora.

Né tanto de l'andar vago mi doglio,

quanto che, in tanta via ch'io scorro ognhora,

trovar non posso per mia pace un scoglio.