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By Antonio Tebaldeo

Occhi süavi, a che brusarme tanto?

Io pur troppo ardo, senza più infiammarme.

A che tu, bella man, tanto impiagarme?

Deh, per dio, se non pace, tregua alquanto!

S'io vi do fama e de vui scrivo e canto,

non doveresti già tal guerra farme:

prendeti contra chi ve ha in odio l'arme!

Io ve amo, servo, e merto altro che pianto.

Che gloria ve è straciare un vile e basso,

un ceco, un disarmato e sì mal forte

che va per via cadendo a ciascun passo?

Ma se pur simil fin mi vien per sorte,

prego chi me amarà scriva su il sasso:

“Dui occhi et una man fur la sua morte”.