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Prima la state avrà pruine e ghiacco,
fatta fredda e gelata,
pria porterà la bella luna in braccio
il die, calda e temprata,
e darà luce al sole,
e 'l verno produrrà frutti e viole,
prima gli augelli garruli e lascivi
faranno il caro nido
nel fresco sen de' mormoranti rivi,
e brameranno il lido
i pesci vaghi e snelli
e fra le chiome star degli arbuscelli,
che m' esca mai de la fedel memoria,
o Vergine Reale,
onor d' ogni poema e d' ogni istoria,
la vostra naturale
pietate e cortesia,
onde se 'n fugge ogni miseria mia.
Io per cotanto don non posso darvi,
povero guidardone,
fuor che l' animo mio, pronto a lodarvi
con penna e con sermone,
né voi altro volete,
poi che sì liberale e ricca sete;
ma perché più non possa, almen sapranno
l' immenso obligo ch' io
v' aggio, e 'l vostro valor (se pur vivranno
fuor de l' eterno oblio
tanti miei sparsi inchiostri)
gli ultimi che verran nipoti vostri,
e se le Parche ai miei desiri amiche
non rompeno il lavoro
e scorgano al suo fin le mie fatiche,
forse che l' Indo e 'l Moro
e 'l più barbaro Scita
il nome onorerà di Margherita;
e mentre per lo ciel Zefiro e Clori
giràn nanzi l' aurora
dal suo purpureo sen spargendo fiori,
mentre che l' ombra, l' ôra
e 'l fonte cristallino
fia grato a stanco o caldo pellegrino,
vivrà ne' versi miei la gloria vostra,
e senza altra simile
volando andrà per la terrena chiostra
Fenice alta e gentile,
a sì gran maraviglia
facend' a tutto 'l mondo alzar le ciglia.
Ma se pur troppo è ciò, l' Eternitate
prego, che nel sublime
loco ove stanno ognor le più lodate,
sovra tutte le prime
vi ponga per esempio
d' ogni virtute, e che vi sacri un tempio.