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By Niccolò da Correggio

Tu mi fuggi, crudele! O quanto a torto,

impia, di lacerarmi ti dilecti!

Tu vedi, ingrata, del mio amor gli effecti,

e non manca da te ch'io non sia morto.

S'io vengo a te como in salubre porto,

e tu sdegnosa volgi e non me aspecti.

Ma fammi pur quanti tu sciai dispecti,

perfida, ch'el mi resta anco un conforto:

che se gli è ver ch'el si purghi el peccato,

doppo morte, ove el si è vivo commesso,

ti serò ancor per penitenzia dato,

e nel foco che m'hai nel pecto messo,

tu ardendo, io morto, in un consimil stato,

ragion vorà che sempre io ti stia apresso.