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By Giovambattista Marino

Sferza i pigri giovenchi e innanzi l'ora

sorgi d'abisso, o de la notte negra

candida dea: già l'alma afflitta ed egra

altro sol non desia, non altra aurora.

Tragga pria de l'usato Espero fora

per li campi del ciel la greggia integra

de le luci minute: e l'aria allegra

squarci l'ombroso vel che la scolora.

Sorgi, non più indugiar, deh sorgi meco

mia fida scorta: e con tua fronte adorna

il mondo alluma tenebroso e cieco.

Tu te n'andrai le 'nargentate corna

a specchiar nel tuo sole, io verrò teco

a veder quel che le mie notti aggiorna.