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Sotto quel monte, che 'l gran capo estolle,
E protegge coll'ombra il rivo e il fiore,
Stav'io con Fille, e parlavam d'amore,
Ambo sedendo sull'erbetta molle.
Scriver col dardo suo la Ninfa volle
Sulla polve la fe', ch'avea nel core,
Ed anch'io impressi il mio fedele ardore
Nel tronco di quel faggio appiè del colle.
Quando l'impressa arena agita e volve
Turbo importun d'aura rapace e fella,
E la mia spene e la sua fe' dissolve;
Ma la stessa giustissima procella
Porta nel tronco la commossa polve,
E colla sua la fede mia cancella.