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By Antonio Tebaldeo

El non è tuo quel cor che avampar senti

dentro al tuo petto e che te tiene in foco,

gli è il mio che si consuma a poco a poco:

da lui procedon questi toi tormenti.

Ché Amor, vedendo gli soi stral' pungenti

non poter infiammarti e giovar poco,

transportò in te, levandol dal suo loco,

il cor mio aceso da' toi lumi ardenti.

Et è già un lustro e mezzo che, ristretto,

lui arde, e tu pur hor senti la face:

de sì indurato giaccio avevi il petto.

Se no a la mia, provedi a la tua pace.

E se pur arder vòi per mio dispetto,

ardi, ché morir teco non mi spiace.