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By Niccolò da Correggio

S'io lego, scrivo, penso, parlo o ascolto,

s'io veggio, dormo, vado, o fermo el passo,

se 'l mio voler raffreno o pur trapasso,

ognor mi trovo più ne i lacci involto.

Un canto di serena, uno umil volto,

m'han transformato de uno om vivo in sasso,

che s'io mi levo a vol, ricaddo al basso,

tanto a me stesso del mio arbitrio ho tolto.

Como ben dimostrò questo appetito

d'essere infermo, quando e' fu sì ingordo

di quel che a sua salute oggi è sì amaro!

El cor, che al disferrar trovai ferito,

vòl ch'io chiami mercede a uno aspe sordo,

che fa che tardo a le mie spese imparo.