338)
Leucoto, io canto Amor, ma non già quello
Che in Pindo per lung'uso or fatto è vile,
Né l'orme, cui seguir' con piè servile
Cento Cantori e cento, io rinnovello.
Per innalzarmi al sommo eterno bello
La scala a me non porge un femminile
Volto, per cui lodar né men lo stile
Cerco del Secol d'oro e del novello.
Non fia che a danno altrui per me s'accresca
Nuovo inganno all'antico e lusinghiero,
Che tanto nuoce più, quanto più adesca.
Fugge l'arti fallaci un Amor vero;
E come rio dal fonte il canto or esca,
E sia con esso anche lo stil sincero.