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Tu, che immenso ognor traggi almo diletto
Dall'immortal di Dio volto sereno,
E intero quel gran lume accogli in seno,
Che bea sparso pel Ciel ogn'altro eletto,
Deh per pietade omai vibrami in petto
Un solo, un sol di que' bei raggi almeno,
Ch'arda il duro cuor mio, lo franga appieno,
E in cener sciolga ogni terreno affetto.
Così quand'egli avvien che al Sol si volte
L'accenditor cristallo, e fiamma e luce
Nel suo limpido grembo egli abbia accolte,
Ne' marmi ardor sì attivo egli introduce,
Che ne fa polve, e gli Adamanti in molte
Minutissime schegge anco riduce.