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By Antonio Tebaldeo

Quando io penso al camin lungo aspro e forte,

madonna, et a la poca mia possanza

di ritornar a te, non ho speranza

se non vi torno in compagnia di Morte.

Stolto che, essendo in lieta e dolce sorte,

son giunto ove sol guerra e duol m'avanza:

ché bisognava mutar clima e stanza

per veder Roma e sua soperba corte?

Devean le luci mie restar contente

di veder te, né veder altro mai,

sendo qui sola tra l'humana gente.

Ma tu de ciò guadagni e non lo sai:

ché, non trovando cosa sì excellente,

più me inamoro e più t'apprezzo assai.