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By Celio Magno

Dunque a palustre e roco augel s'inchina

di Pindo il più gentil cigno canoro

qual tu, Ferrari? E 'l mio rozo lavoro

al favor del tuo canto il ciel destina?

Ben gir caro a sì degna e pellegrina

alma e di mie fatiche ampio ristoro:

ma dal bel di tue lodi alto tesoro

il mio basso valor troppo declina.

E del tuo dolce inganno è la radice

ch'io, per me nudo, a te splendo coperto

del mio compagno entro la luce altera.

Basti a me del cor d'ambo esser felice

e nell'amarvi anch'io, s'altro non merto,

d'ambo voi riportar palma primiera.