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By Niccolò da Correggio

Vorei mille occhi aver, lingue infinite,

l'audito e gli altri sensi a tutte prove,

per ben fruir queste delizie nove

e farle anco a gli absenti esser gradite.

Ma già tra questi e il cor sento una lite

e per sua parte ciascun dubii move,

ché al tribunal d'Amore e non altrove

convengon lor querele esser udite.

— Dogliomi — dice il cor. — Godo — la vista

risponde; e lui: — Tu godi d'una fera,

che se a l'audito agrada, e me più atrista. —

— Tacer non debbo io, lingua. — Anzi, sì altiera

fai questa tanto, che a seguir la pista

né io né cor che sia puoi non gli spera. —