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By Auteur inconnu

Dicea la Ninfa, a cui Siralgo piacque:

“Quel dì che gl'Inni al buono Ermete offrir'si,

Perché Siralgo il mio fedel si tacque,

Quando Elenco non tacque, Uranio, e Tirsi?

Anche ei d'Arcadia è Pastorello, e nacque

Tra Fauni, Ninfe, non fra gli Agatirsi.

Cantò d'Amore, e fin di là dall'acque

De' nostri Fiumi i suoi bei carmi udir'si.”

Così doleasi al Padre Alfeo d'intorno,

Ed ei rispose: “I detti miei, Licori,

Ascolta, e scrivi sovra il Faggio e l'Orno.

Più del suo canto il suo tacer s'onori.

Tacque Siralgo il tuo Fedel quel giorno,

Ma non tacquer di lui Ninfe e Pastori.”