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By Girolamo Malipiero

Vergine sacra, che sola sei quella

del cui amor vivo, e senza 'l qual morrei,

bench'in me sian peccati molti e rei,

e di vil signoria l'anima ancella,

pur mi riduco a te, che sei mia stella.

Però fa' ch'in me sia

di bene gelosia,

acciò che l'alma mia

sia fatta per tua grazia ognior più bella.

Spesso fortuna in me le sue quadrella

avendo spese, mai vinto da lei

non fui per lo tuo aiuto, o Mater Dei,

e benché parmi ancor sia cruda e fella,

pur io non temo alcuna sua facella,

mentre ch'a te m'invia

l'amor, che vuol ch'io stia

teco, perché sei pia

sì che non sprezzi mai giusta favella.

Or questo don da te, madre, vorrei,

ch'ormai (perché da la diritta via

de le virtuti il senso me desvia)

domar la carne io possa, e con costei

non sia possanza sopra i spirti miei,

che poi ch'a Dio rubella

fu l'alma, il corpo a quella

s'è fatto tal procella,

qual Faraone in perseguir gli Ebrei.

Se cosa dunque grata mai ti fei,

che merti il tuo favor e cortesia,

fa' che tal grazia in ciel per te mi dia,

ch'ognior rimembri come i' mi rendei

per voto a Dio, che sol chiuso torrei

del cor mio ne la cella

dal dì che mammella

lasciai, finché si svella

da me l'alma, ad amar, certo 'l farrei.

Ben prego, che 'l favor tuo, che m'apria

il cor a speme ne l'età novella,

regga ancor la mia stanca navicella

col governo di tua pietà natia,

tal verso me, com'esser già solia

quando più non potei,

che me stesso perdei:

e ben creder devrei

che chi da te si parte, il bene oblia.

Questo però mai fare io non poria

per oro o per cittadi o per castella,

ch'ingrata l'alma mia sarebbe, s'ella

facesse ciò, come di mente ria;

a cui di sì cortese leggiadria

sempre tu fosti e sei,

che beata direi

tre volte e quattro e sei,

s'ella fia sempre nel tuo amor qual pria.

Va' spirto a quella diva alma Maria

senza cui non saprei

viver, e sosterrei,

quando 'l ciel ne rapella,

girmen ad ella in sul carro d'Elia.