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Né Arcadia ancor, né Roma ancor sapea
Che in Te avesse un Nipote il grande ALNANO,
Mentre in atto e in sembiante umile e piano
Te fra gli altri Pastor' seder vedea.
Quando poi Tu spiegasti e quanto Astrea,
E quanto ha il Mondo, e quanto ha il Ciel d'arcano,
Di celarti umiltà tentò, ma invano,
E per troppo tentar quasi fu rea.
Or t'alza, o Poliarco, eccelsa lode
A' primi Eroi, non ch'a Pastori, in cima,
E dal Soglio il gran ZIO t'applaude, e gode.
Intenda or quel che non intese in prima
Arcadia e Roma. I suoi congiunti il Prode
Dal sangue no, ma dal valore estima.